RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI DEL CONSUMATORE: COME FUNZIONA?

Le modifiche normative vanno nella direzione di rendere questo strumento più accessibile ai consumatori in situazione di difficoltà debitoria. Va sottolineato che si tratta di una procedura molto importante dal punto di vista sociale, poiché indirizzata principalmente a privati e famiglie.

​Cosa si intende per ristrutturazione dei debiti del consumatore?

La ristrutturazione dei debiti del consumatore è una delle tre procedure di sovraindebitamento introdotte nel Luglio 2022 dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Essa è disciplinata dall’art. 67 e seguenti del Codice della Crisi.

Il suo scopo è quello di risolvere le situazioni debitorie dei privati (consumatori), cioè coloro che non sono né imprenditori né lavoratori autonomi. La definizione di "consumatore" si basa sull'attuale attività svolta e non più sull'origine dei debiti, come stabilito dall'art. 2 del Codice della crisi.

La ristrutturazione dei debiti del consumatore ha sostituito il cosiddetto “piano del consumatore” previsto dalla vecchia legge 3/2012, ora confluita nel Codice della crisi.

​Come funziona la ristrutturazione dei debiti del consumatore?

Il termine "ristrutturare i debiti" implica la riduzione a un livello sostenibile, data la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del consumatore. Per farlo, è essenziale acquisire documentazione completa, elaborarla e redigere un piano di ristrutturazione. Il piano viene elaborato con il supporto di un Organismo di composizione della crisi (OCC), che nomina un professionista per assistere e proteggere il consumatore. Il piano viene quindi presentato al Tribunale competente in base alla residenza anagrafica del consumatore. La valutazione della sua ammissibilità spetta esclusivamente al Tribunale.

Il piano generalmente prevede il pagamento graduale dei creditori su un periodo pluriennale, in una misura sostenibile per il nucleo familiare. Tuttavia, non esiste una regola fissa, poiché la redazione del piano è una scelta del consumatore e dell'OCC.

​Tempi e costi della ristrutturazione dei debiti del consumatore

Non essendoci una durata minima o massima prevista dalla norma, questa scelta è lasciata al consumatore e all'OCC. Tuttavia, la ristrutturazione del debito di un privato spesso comporta tempistiche pluriennali.

I costi includono quelli legati all'OCC, nella prassi una parte (minima) dei costi viene versata per consentire l’avvio della procedura, il resto può essere dilazionato per tutta la durata del piano. Inoltre, se il Tribunale nomina un Liquidatore, i costi relativi al suo compenso sono anche considerati nel piano.

Un ulteriore costo (facoltativo) è quello dell’advisor di cui il debitore consumatore intende avvalersi per:

  • ​stesura preventiva della bozza di piano
  • raccolta dei documenti
  • interlocuzione con l’OCC e con il Tribunale
  • assistenza durante tutta la procedura

Il ruolo dell’advisor, seppur facolativo, è assolutamente consigliato per evitare errori sempre possibili nella predisposizione dei piani/proposte di ristrutturazione dei debiti del consumatore, oltre che per il fatto che, a fronte di possibili opposizioni da parte dei creditori, la difesa tecnica di un avvocato esperto sarebbe comunque necessaria.

​Qual è il ruolo dell'Organismo di Composizione della Crisi (OCC)?

L'assistenza di un OCC, o di un professionista nominato dal Tribunale in sua assenza, è necessaria per la ristrutturazione dei debiti del consumatore. L'OCC rilascia una relazione che, rispetto al passato, è meno stringente.

L’art. 68 prevede che la relazione dell’OCC debba indicare:

  • ​i costi della procedura
  • l’analisi del merito creditizio (vale a dire se gli istituti di credito sono stati prudenti nel prestare denaro al debitore consumatore o meno)

Come redigere un piano di ristrutturazione debiti del consumatore (durata, modalità, etc…) è comunque una scelta del debitore, del suo eventuale consulente, e del professionista OCC. Nei formulari giuridici specializzati è possibile trovare vari fac simile che però hanno un’utilità limitata, in quanto vanno sempre modificati e adattati al singolo caso.

​Novità sulla prima casa e sulla cessione del quinto

Il Codice della crisi (art. 67) consente di mantenere la prima casa e il relativo mutuo ipotecario. Questo rappresenta un significativo miglioramento rispetto alla normativa precedente. Per quanto riguarda la cessione del quinto, l'art. 67 offre la possibilità di interrompere i contratti, fornendo una soluzione a quei contratti spesso problematici che possono influire sulla busta paga del consumatore.

In conclusione, le modifiche normative mirano a rendere la ristrutturazione dei debiti del consumatore più accessibile, proteggendo i diritti dei consumatori e promuovendo una gestione più sostenibile delle situazioni debitorie.

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