Il curatore speciale del minore ha il compito di «dare voce» al minore all’interno del procedimento in cui è stato nominato, per poter perseguire il suo interesse come obiettivo supremo. Il curatore speciale del minore, quindi, ha il compito di «dare voce» al minore all’interno del procedimento in cui è stato nominato. Nello svolgere questo incarico, il curatore speciale del minore deve perciò individuare l’interesse del minore e valutare se l’azione giudiziale intrapresa e i provvedimenti in atto sono adatti a realizzare il suo migliore interesse. Al fine di raccogliere più elementi possibili per valutare correttamente la situazione, il curatore speciale del minore deve studiare attentamente gli atti e deve conoscere gli attori in gioco, vale a dire: Secondo il Comitato ONU per i diritti dell’infanzia, il curatore speciale del minore dovrebbe tenere a mente questi aspetti: Il curatore speciale del minore deve fare una valutazione prognostica, relativa non solo al presente ma anche all’evoluzione della situazione del minore nel breve e nel lungo termine, valutandola in modo dinamico, non statico. Proprio per questo motivo il contatto con il minore e con tutta la sua rete deve essere più possibile frequente. La Riforma Cartabia ha modificato gli artt. 78 e 80 c.p.c., che disciplinano le ipotesi e la modalità di nomina di tale figura, prevedendo che il Giudice debba provvedere in via obbligatoria alla nomina del curatore speciale del minore, a pena di nullità degli atti del procedimento e anche d’ufficio: In tutti i casi sopracitati la presenza del curatore è necessaria. La nomina del curatore speciale del minore è, invece, facoltativa quando il Giudice valuta che i genitori siano per gravi ragioni temporaneamente inadeguati a rappresentare gli interessi del minore.Quali sono i compiti del curatore speciale del minore?
Quando deve essere nominato il curatore speciale del minore?
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