- La proposta normativa nota come Rottamazione Quinquies è attualmente in discussione e potrebbe introdurre importanti novità per chi ha debiti con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione e, più in generale, anche con le esattorie degli enti pubblici. Se approvata, consentirebbe ai contribuenti di saldare i debiti accumulati tra il 2000 e il 2024 pagando soltanto il capitale e le spese di notifica, escludendo completamente interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio. Un bel risparmio, non c'è che dire.
- La proposta prevede la possibilità di pagare il debito "scontato" di interessi di mora e sanzioni in un massimo di 120 rate mensili, con prima scadenza il 31 luglio 2025. Per aderire, i contribuenti dovrebbero presentare una dichiarazione telematica entro il 30 aprile 2025, e otterrebbero così il beneficio della sospensione dei giudizi pendenti, dei termini di prescrizione e decadenza, e delle procedure esecutive eventualmente in corso.
- Tuttavia, la definizione decadrebbe automaticamente in caso di mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive.
- La proposta prevede inoltre che gli enti locali (comuni, province e regioni) possano aderire autonomamente alla misura, applicandola ai propri debiti notificati tra il 2018 e il 2024, escludendo soltanto le sanzioni e consentendo il pagamento rateizzato fino al 31 dicembre 2026.
Si deve precisare però che ad oggi il disegno di legge non è stato approvato e, pertanto, le disposizioni indicate non sono attualmente in vigore. In ogni caso, è ragionevole ritenere che un'approvazione del provvedimento porterebbe con sè, inevitabilmente, a rimettere mano alle scadenze che abbiamo sopra indicato e quindi... a fare i conti con un nuovo calendario della rottamazione.
Il consiglio quindi è: non fatevi fuorviare dai titoli sensazionalistici e finanche da notizie ricevute da consulenti più o meno titolati. Dobbiamo fare i conti con i provvedimenti vigenti e ad oggi.. la rottamazione quinquies non lo è.
Consiglio piuttosto di affidarsi ad un avvocato competente nella materia tributaria e nel sovraindebitamento per valutare le altre possibili strade per uscire dal debito fiscale e previdenziale che vi attanaglia.